Buffon e gli altri reduci di calciopoli “ne è valsa la pena”

Gigi Buffon

Estate 2006, putiferio calciopoli, tutti i tifosi juventini erano in apprensione per questo uragano abbattutosi sulla squadra “schiacciasassi” guidata da Capello. La sentenza non dava speranze: Serie B con penalizzazione. Molti giocatori avevano già preparato le valigie, altri stavano pensando di farlo. Del Piero era l’unico che a caratteri cubitali, batteva le mani sul petto e diceva “resto”. Non era facile rinunciare alla serie A, all’Europa, soprattutto quando si è Campioni del Mondo, la carriera di un giocatore non è eterna, anzi diciamo piuttosto breve.

La nuova società Juventus tenta di abbozzare un progetto, ed è grazie a questo piccolo, piccolissimo appiglio che giocatori come Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Nedved decidono di affiancare il capitano in questo percorso, buio ed enigmatico. Il popolo juventino alza il livello di questi giocatori a stelle bianconere. Mai nessuna squadra ha chiesto un tale sacrificio a propri tesserati, ed è per questo che noi li amiamo 100 volte di più.

Adesso, questi campioni, hanno ritrovato il loro palcoscenico internazionale, è stato bello vedere l’emozione all’esordio contro una squadra fortissima, forse la più in forma in Europa, è stato bello ascoltare di nuovo la sigla della Champions League che non riecheggiava a Torino da due anni, ma ancora più bello e appagante è stato sentire Buffon a fine gara “Ora posso dirlo, valeva la pena accettare il progetto Juve per vivere serate come questa. E’ stata dura dire di sì, perchè la carriera non dura in eterno e, dopo il Mondiale, non era facile adattarsi a un certo clima. Ma ci abbiamo messo tanto amore e questo successo ci ripaga per i nostri sforzi: ora pensiamo a passare il turno, sarebbe già un’impresa

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