Il Giudice Sportivo condanna la Juve ad una giornata a porte chiuse. Ma stiamo scherzando?
Siamo arrivati alla frutta!
Il giudice sportivo ha condannato la Juventus a disputare la partita di campionato contro il Lecce del 3 maggio a porte chiuse a causa dei cori razzisti nei confronti del giocatore dell’Inter Mario Balotelli.
Ma è veramente così facile e veloce penalizzare una società come la Juventus con sentenze esemplari, dettate più dai media che da una vena giudiziaria?
E’ inutile dire che la società bianconera presenterà ricorso, ma qui siamo di fronte ad atteggiamenti denigratori nei confronti della Juventus. Preso atto dei cori razzisti contro Balotelli, che sono sicuramente sbagliati, perchè il giudice sportivo non si sofferma sugli atteggiamenti di scherno e a volte spregevoli dell’attaccante dell’Inter?
Come me, la pensa anche un ex tecnico dei nerazzurri Gigi Simoni che ai microfoni di Radio Kiss Kiss critica il comportamento di Balotelli:”Nel corso della partita di sabato sera non ho sentito un solo coro razzista nei confronti di Muntari. Per questo non credo che i fischi a Balotelli riguardino il colore della pelle. Piuttosto bisogna soffermarsi sugli atteggiamenti di questo ragazzo che molte volte sono riprovevoli. Quando sbaglia un calciatore con i suoi comportamenti, di conseguenza sbagliano anche le altre persone. E Balotelli deve smetterla, una volta per tutte, di provocare tutte le persone che lo circondano, dagli avversari ai compagni, dagli allenatori ai tifosi. Sono assolutamente d’accordo con Moratti e sulle esternazioni riguardo il razzismo, che va condannato in ogni sua forma. Ma Balotelli è il primo a mancare di rispetto con mezzucci e provocazioni“.
Infine penso che il Signor Moratti faccia bene a pensare più volte, prima di sparare a zero, si ricordi l’episodio del campionato 2005/2006 quando Zoro, il giocatore ivoriano del Messina, all’ennesimo “uh-uh-uh” proveniente dalla curva interista decise di bloccare la partita. Ad aggravare la posizione della tifoseria interista campeggiavano in bella vista striscioni con su scritto: “Noccioline e banane, la paga per l’infame” e “Zoro come Vieri. Gli infami non hanno colore”. Il Presidente nerazzurro Massimo Moratti, che all’epoca definì quei comportamenti e quelle ingiurie “assolutamente non razziste”, oggi rilascia dichiarazioni di sconcerto pretendendo le pubbliche scuse. Alla faccia della coerenza! Per inciso, la pena comminata all’Inter fu di ben 25 mila euro. Veramente esemplare. [episodio estrapolato da un articolo su giulemanidallajuve.com].
Noi tifosi della Juventus siamo stanchi di essere presi in giro da questo manipolo di persone incompetenti che si fanno influenzare dai media e da movimenti popolari (leggasi farsopoli), spero che la società tiri fuori gli attributi e si faccia rispettare, intanto attendiamo l’esito del ricorso.






