Qualcosa era trapelato addirittura dalla diretta di SKY, il giornalista preposto aveva intuito (forse sentito) di una lite fra Ranieri e Camoranesi. La smentita non era arrivata a fine partita, oggi il quotidiano La Stampa sintetizza così l’accaduto:
Lite tecnico-Camoranesi, Buffon pianta tutti in asso.
Buffon che rientra in campo arrabbiato dopo quattro minuti di intervallo, Nedved che butta per terra la maglia a fine partita nonostante la doppietta e Camoranesi che litiga con Ranieri nello spogliatoio per un cambio non gradito. Tre immagini simboliche di un gruppo bianconero in frantumi e con i nervi a fior di pelle prima, durante e dopo un pareggio che ha creato la spaccatura più profonda nella vecchia guardia. Quei senatori che avevano deciso di restare in serie B solo tre anni fa, e che per questo motivo erano entrati di diritto nella storia juventina, ora si sono stufati di una squadra succube degli avversari e di una situazione umiliante. Il giocattolo bianconero si è rotto e adesso sarà complicato ricomporre i cocci di uno spogliatoio tanto arrabbiato quanto tramortito dalla crisi (tecnica, fisica e di testa) che l’ha colpito.
Lo zenit del nervosismo e della tensione è stato vissuto ieri pomeriggio dopo 45 minuti devastanti per i bianconeri. Il tempo di rientrare nello spogliatoio e Ranieri, di fronte all’intera squadra, ordinava subito i cambi: fuori Camoranesi e Del Piero, dentro Marchionni e Poulsen. Il capitano non faceva una piega (una situazione identica si era verificata un mese fa in Juve-Chievo), mentre l’esterno italo-argentino reagiva male. Solo che Ranieri respingeva l’attacco e tra i due volavano parole grosse che facevano tremare le mura dello stanzino, fino al gesto di ribellione di Buffon. Irritato dal primo tempo e desideroso di richiamare i compagni (probabilmente anche l’allenatore) ad uno stile diverso, il portiere della Nazionale abbandonava furiosamente lo spogliatoio dopo un paio di minuti. «Era arrabbiato e aveva ragione - conferma Iaquinta -. Non è possibile buttare via così una stagione come la nostra». Di corsa e imprecando, Buffon rientrava in campo tra gli applausi del pubblico e scaricava la tensione con un riscaldamento particolare: insulti ed urla per caricarsi, oltre a frasi da training autogeno come «Se perdiamo non torniamo a casa». Un modo per non affondare, anche se dopo il gol di Konan e alla fine della partita Buffon veniva immortalato dalle telecamere con labiali durissimi: «Non ce la faccio più» e «Non ne posso più».
Un segnale di resa preoccupante, anche se Ranieri parla di «gruppo compatto» e sulle sostituzioni di Camoranesi e Del Piero non si nasconde: «Un allenatore deve avere gli attributi per fare delle scelte impopolari». Dopo aver rotto pubblicamente con Trezeguet (anche ieri il francese ha scaldato la panchina), il tecnico romano è entrato in conflitto con Camoranesi. Un giocatore pieno di talento, come ha sempre riconosciuto il tecnico, ma difficile da gestire. Soprattutto in questa stagione che ha visto più follie che gioie da parte di «Camo». I tifosi della curva ieri l’hanno scaricato con insulti («pezzo di m.») e fischi, mentre Ranieri ha sperato fino all’ultimo di recuperarlo prima di arrendersi all’evidenza dei fatti e alle due espulsioni consecutive con Genoa e Lazio.
Un altro che soffre per questo senso di impotenza è Pavel Nedved. Il ceco tra un mese appenderà gli scarpini al chiodo (a meno di ripensamenti) e non vuole chiudere così. Ecco perché dopo aver segnato i gol della rimonta e del sorpasso ha baciato lo stemma juventino sotto la curva Scirea. Un modo per far capire che il pensiero dei tifosi «Solo la maglia non ci fa passar la voglia» è anche il suo. Peccato che la delusione del 2-2 subìto nel recupero l’abbia mandato in tilt. Con rabbia Nedved si è tolto la maglia e l’ha gettata per terra, vicino alla panchina del Lecce, prima di correre nel tunnel. Un gesto che racchiude tutta la frustrazione e l’amarezza di una Juve sconvolta e sull’orlo del burrone. Ranieri, però, non teme l’ammutinamento. «Se non mi seguissero - commenta - non avrebbero reagito nella ripresa. E poi con uno spogliatoio così, se non vogliono un allenatore vanno dalla società e chiedono di cambiarlo». Un suggerimento o un invito?
fonte la stampa
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Una Risposta per “Lite furibonda Ranieri - Camoranesi”
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[...] squadra con il tecnico, sembri che nello spogliatoio alla fine del primo tempo ci sia stata una lite furibonda tra il tecnico Ranieri e Camoranesi, l’italo-argentino non avrebbe gradito la sostituzione e sarebbero volate parole grosse. [...]